Armi bianche
Il lifepreserver è forse l'arma più temuta e diffusa negli ambienti criminali urbani della Londra vittoriana. Si tratta di una corta mazza a una mano, lunga tra i venti e i trenta centimetri, realizzata in cuoio intrecciato o pelle robusta con un'anima di piombo fuso all'estremità. Il peso concentrato nella testa — che può raggiungere anche mezzo chilo — consente di infliggere colpi devastanti al cranio con uno sforzo minimo. È progettata specificamente per colpire alla testa e stordire la vittima, rendendo possibile la rapina senza attirare l'attenzione dei passanti o dei constable in pattuglia. I footpad, i rapinatori di strada che infestano i vicoli bui tra Whitechapel e Bermondsey, la considerano lo strumento ideale del mestiere: silenziosa, facile da nascondere sotto un cappotto o infilata nella manica, mortalmente efficace contro qualsiasi avversario colto di sorpresa. Lungo il Tamigi, i river pirates che assaltano le chiatte cariche di merci e i magazzini portuali del Docklands ne portano sempre una, legata al polso con una cinghia di cuoio per evitare di perderla durante le colluttazioni sulle barche instabili. Anche i buttafuori dei pub e dei music hall dell'East End ne tengono una a portata di mano per gestire i clienti troppo turbolenti. La polizia utilizza una versione simile, il billy o truncheon, un manganello di legno duro — quercia o frassino — lungo circa quindici pollici, che ogni constable porta alla cintura durante il servizio. Il billy è l'arma d'ordinanza del bobby londinese: il regolamento ne prescrive l'uso per sottomettere i sospetti con colpi misurati alle braccia o alle gambe, ma nelle zone più pericolose della capitale — Whitechapel, Bermondsey, St. Giles, il Nichol — i colpi alla testa non sono affatto rari, e le denunce per brutalità da parte degli agenti rimangono quasi sempre senza conseguenze.
La garrota è uno strumento di morte semplice e brutale che ha conosciuto un'ondata di terrore nella Londra degli anni Sessanta, al punto da spingere il Parlamento ad approvare il Garrotters' Act del 1863, che reintroduce la fustigazione pubblica come punizione per chiunque venga condannato per il suo utilizzo. La tecnica è elementare ma letale: una corda robusta, un filo di ferro, una cinghia di cuoio o anche un semplice fazzoletto ritorto viene passato attorno al collo della vittima da dietro e tirato con forza, bloccando la trachea e comprimendo le arterie carotidi. La perdita di coscienza può sopraggiungere in una manciata di secondi, la morte in pochi minuti se la pressione non viene allentata. Nella maggior parte dei casi la garrota non è usata per uccidere, ma per strangolare parzialmente la vittima e derubarla mentre giace incosciente sul selciato. L'attacco richiede il fattore sorpresa e una certa determinazione: per questo i garrotters operano quasi sempre in gruppo, con uno o due complici che distraggono o immobilizzano il bersaglio mentre l'esecutore agisce alle spalle. Nonostante il calo di episodi dopo il Garrotters' Act, la tecnica non è mai scomparsa del tutto dalle strade più buie della capitale, e resta uno strumento temuto negli ambienti della criminalità organizzata. La polizia consiglia ai cittadini di non camminare da soli dopo il tramonto nei quartieri meno sicuri, e alcuni gentiluomini più prudenti portano colletti rinforzati con stecche metalliche proprio per proteggersi da questo tipo di aggressione.
Molto diffuso tra i gentiluomini e gli individui che desiderano girare armati senza destare sospetti è il bastone animato, o sword cane. All'esterno appare come un normale e rispettabile bastone da passeggio, spesso realizzato in ebano lucido, malacca pregiata o bambù verniciato, con il pomolo in argento cesellato, avorio intagliato o corno di cervo. All'interno, protetta dal fusto cavo, si nasconde una lama sottile in acciaio temprato, la cui lunghezza varia dai venti ai sessanta centimetri a seconda del modello e del fabbricante. Alcuni sword cane montano lame corte e robuste, simili a pugnali triangolari, adatte ai colpi di punta a distanza ravvicinata; altri sfruttano quasi tutta la lunghezza del bastone per ospitare una vera e propria lama da stocco — sottile, flessibile, perfetta per l'affondo — che può raggiungere i settanta centimetri nei modelli più grandi. La legge inglese non vieta esplicitamente il possesso di un bastone animato, il che lo rende l'arma preferita di chi desidera una protezione discreta durante le passeggiate serali o i tragitti attraverso quartieri malfamati. I migliori esemplari sono prodotti a Sheffield, la capitale inglese della coltelleria e della lavorazione dell'acciaio, dove artigiani specializzati li fabbricano su misura per una clientela facoltosa. Importazioni di qualità arrivano anche da Solingen in Germania — rinomata per la sua tradizione di armaioli — e da Toledo in Spagna, celebre per le sue lame sin dall'epoca romana. Il prezzo di un sword cane può variare enormemente: dai pochi scellini per un modello economico da bancarella a diverse ghinee per un pezzo artigianale con impugnatura in argento e lama damascata. Il bastone animato è associato tanto ai gentiluomini di Mayfair e Belgravia quanto agli individui poco raccomandabili di Seven Dials e Clerkenwell: la differenza sta nella qualità della fattura, nel prezzo e nella raffinatezza del pomolo.
La lancia da cavalleria resta in uso militare attivo fino ai primi anni del Novecento, in dotazione ai reggimenti di ulani, lancieri e dragoni dell'esercito britannico e degli eserciti coloniali. Lunga circa tre metri, con la punta in acciaio e l'asta in frassino o bambù, è un'arma progettata per la carica a cavallo e devastante in campo aperto, ma del tutto impraticabile in ambiente urbano. A Londra è rara da incontrare fuori dagli arsenali militari, dalle caserme della Horse Guards Parade o dalle collezioni private di ufficiali in congedo, ma i veterani di ritorno dalle campagne coloniali in Africa, India e Sudan talvolta le conservano come trofei di guerra nelle loro residenze. Accanto a queste armi più caratteristiche del panorama londinese vittoriano esiste una grande varietà di strumenti tradizionali reperibili in città. Gli archi di foggia antica — longbow e shortbow — sono ingombranti e impossibili da nascondere, ma circoli di arcieri amatoriali li utilizzano ancora per sport nei parchi di Londra e nelle tenute di campagna; la Royal Toxophilite Society, fondata nel 1781, organizza regolarmente competizioni. Le balestre sono ormai fuori uso pratico da secoli, ma esemplari funzionanti possono essere reperiti come curiosità presso antiquari di Portobello Road o commissionati ad artigiani specializzati del continente. I coltelli rappresentano la categoria più vasta e pericolosa: coltelli a serramanico tascabili che ogni operaio porta con sé come strumento da lavoro, coltelli da caccia con lama fissa da sei a dodici pollici, il temibile Bowie knife americano con la sua lama larga e incurvata, coltelli da marinaio con lama corta e punta arrotondata, rasoi a mano libera usati come armi improvvisate nelle risse sanguinose dei pub dell'East End dove una lama affilata può aprire una guancia dal mento all'orecchio. Le spade di varia foggia sono reperibili presso le armerie e i rivenditori militari di Jermyn Street e Pall Mall: dal fioretto da scherma — sport praticato nei club e nelle accademie — alla sciabola da cavalleria, dal machete coloniale usato nelle piantagioni al gladius da collezione. La Londra del 1895 è una metropoli cosmopolita e multietnica che attira genti da ogni angolo dell'Impero britannico e oltre: nei vicoli di Limehouse, il quartiere cinese lungo il Tamigi, circolano coltelli a farfalla e spade dao portati dai marinai del Celeste Impero; i lascar indiani dei docks portano con sé tulwar curvi e i terribili kukri nepalesi dei Gurkha, lame ricurve da taglio capaci di recidere un arto con un solo fendente; marinai arabi e persiani nascondono pugnali jambiya dalle impugnature ornate; e dalle colonie africane arrivano lance zulu, mazze kirri e machete panga di ogni forma e dimensione. Queste armi inconsuete si trovano occasionalmente nei mercati portuali di Wapping e Shadwell, nelle case da pegno del Docklands e nelle mani di individui che le hanno portate come souvenir o strumenti di difesa dal mondo coloniale.
Pistole
L'arma da fuoco più comune nella Londra del 1895 è senza dubbio la rivoltella. I revolver sono diffusi in numerosi modelli, calibri e fasce di prezzo, dal modello economico da pochi scellini acquistabile in una casa da pegno fino all'arma di precisione da diverse ghinee esposta nella vetrina di un armaiolo di Bond Street. I calibri più comuni vanno dal .32 — adatto a un'arma compatta da tasca — al .38 di medio calibro, fino al potente .45 capace di abbattere un uomo con un singolo colpo ben piazzato. Le versioni di dimensioni ridotte, con canna corta da due o tre pollici e calibro ridotto .22 o .32, sono spesso definite armi da signorina e considerate adatte alle donne: possono essere occultate in borsette, manicotti, cassetti del comodino o persino nelle tasche ampie di un mantello. In Inghilterra le pistole più apprezzate sono quelle di produzione nazionale. Il revolver Adams, progettato da Robert Adams e prodotto dalla London Armoury Company, è stato il primo revolver a doppia azione al mondo: il meccanismo self-cocking consente di sparare semplicemente premendo il grilletto, senza dover armare manualmente il cane, un vantaggio decisivo in una situazione di pericolo improvviso. La Webley è tuttavia la marca più diffusa e rispettata: i revolver Webley, prodotti a Birmingham dalla Webley & Scott, sono robusti, affidabili e disponibili in numerose varianti. Il modello più importante è il Webley Mark I, adottato ufficialmente dall'esercito britannico nel 1887, con il suo calibro .455 e il caratteristico meccanismo break-top che consente il caricamento rapido: si sblocca un fermo, la canna si ribalta in avanti, l'estrattore espelle simultaneamente tutti i bossoli spenti, e si possono inserire sei nuove cartucce in pochi secondi. In America domina incontrastata la Colt Single Action Army calibro .45, la leggendaria Peacemaker resa celebre dalle guerre indiane e dai cowboy del West: quest'arma iconica viene adottata anche dalla Royal Navy britannica per l'uso nelle stazioni coloniali, e non è raro trovarne esemplari a Londra nelle mani di marinai, avventurieri di ritorno dalle Americhe e collezionisti facoltosi.
Una pistola standard del periodo — un revolver Webley o una Colt con canna da quattro a sei pollici — è un'arma ingombrante, pesante quasi un chilo, difficile da nascondere sotto gli abiti aderenti della moda maschile vittoriana senza che il rigonfiamento sotto la giacca sia visibile a un occhio attento. Per questo motivo le Derringer godono di enorme popolarità come armi di emergenza e armi a scomparsa. Le Derringer sono pistole minuscole, spesso a uno o due colpi con canne sovrapposte, progettate per essere nascoste praticamente ovunque: nelle maniche di una giacca con un meccanismo a molla che le fa scivolare nel palmo della mano al momento opportuno, negli stivali alti infilate nel gambale, nei cappelli a cilindro con un compartimento segreto nel fondo, nelle cinture con fibbie cave, persino nei corsetti delle signore o nei manicotti invernali di pelliccia. Il modello più celebre è il Remington Double Derringer, con le sue due canne sovrapposte in calibro .41 rimfire: piccolo abbastanza da stare nel palmo di una mano chiusa, ma potente a sufficienza per uccidere a distanza ravvicinata, come dimostrò tragicamente l'assassinio del presidente americano Lincoln nel 1865. Alcuni modelli più elaborati montano tamburi miniaturizzati che consentono fino a cinque colpi, ma restano comunque armi di ultima risorsa, imprecise oltre i pochi metri e con una potenza d'arresto molto limitata rispetto a un revolver di calibro pieno. Le Derringer sono particolarmente popolari tra i giocatori d'azzardo, le donne che vogliono una protezione discreta, i gentiluomini che frequentano quartieri pericolosi e chiunque abbia bisogno di un'arma invisibile da estrarre quando tutte le altre opzioni sono esaurite.
In Inghilterra, fino al Pistols Act del 1903, non esiste alcun obbligo di licenza per l'acquisto o il possesso di armi da fuoco corte: chiunque può entrare in un'armeria, acquistare un revolver e portarlo con sé senza alcuna registrazione, permesso o giustificazione. Nella pratica, tuttavia, il possesso di un'arma da fuoco è fortemente condizionato dalla classe sociale e dal contesto. Un gentiluomo che acquista un revolver Webley dal suo armaiolo di fiducia in St. James's Street non suscita alcun sospetto; un operaio dell'East End che cerca di comprare una pistola in una casa da pegno di Brick Lane attirerà quasi certamente l'attenzione di un constable in pattuglia o di un informatore della polizia. Le armi da fuoco possono essere acquistate presso gli armaioli autorizzati — i più prestigiosi sono concentrati tra Pall Mall, St. James's e Bond Street — ma anche nelle ferramenta, nelle case da pegno e persino per corrispondenza attraverso i cataloghi pubblicitari delle riviste sportive e delle gazzette militari. Sul mercato nero, revolver rubati, di contrabbando o provenienti da depositi militari circolano a prezzi ribassati nei pub e nei doss-house dell'East End, spesso in condizioni meccaniche dubbie, con canne consumate e munizioni di calibro incerto. Le cartucce sono facilmente reperibili: munizioni di ogni calibro sono vendute nelle armerie, nelle ferramenta e persino in alcune farmacie che tengono un piccolo stock per la clientela. Portare un'arma carica addosso non è illegale, ma utilizzarla — anche per legittima difesa — espone a conseguenze legali imprevedibili e a un'indagine da parte della polizia che può rivelarsi più pericolosa dell'aggressione stessa.
Fucili
I fucili a leva, o lever-action rifles, diventano popolari soprattutto negli Stati Uniti durante la seconda metà dell'Ottocento, e il Winchester è senza dubbio l'esempio più celebre e iconico di questa categoria. Il Winchester Model 1873, soprannominato The Gun that Won the West, è l'arma che ha definito un'epoca nella frontiera americana, ma alla metà degli anni Novanta modelli più recenti come il Winchester Model 1886 e il Model 1892 offrono calibri più potenti e meccanismi più robusti e affidabili. Il sistema lever-action — in cui una leva a staffa situata sotto il calcio aziona il meccanismo di caricamento espellendo il bossolo sparato e camerando una nuova cartuccia dal serbatoio tubolare — è più leggero e maneggevole dei fucili militari a otturatore girevole-scorrevole e consente una cadenza di fuoco notevolmente più rapida: un tiratore esperto può sparare e ricaricare fino a quindici colpi al minuto. A Londra i Winchester non sono comuni come nelle praterie americane, ma si possono trovare presso armaioli specializzati in armi d'importazione e nelle mani di avventurieri, cacciatori coloniali e americani di passaggio nella capitale dell'Impero. L'esercito britannico utilizza come arma d'ordinanza il Lee-Metford, un fucile a otturatore con caricatore a scatola da otto colpi in calibro .303 British, introdotto nel 1888 per sostituire il venerabile Martini-Henry a colpo singolo. Il Lee-Metford rappresenta un salto tecnologico enorme: il sistema bolt-action progettato da James Paris Lee, combinato con la rigatura poligonale sviluppata da William Ellis Metford, offre precisione, affidabilità e una cadenza di fuoco superiore a qualsiasi fucile precedente. A partire dal 1895 il Lee-Metford viene progressivamente sostituito dal Lee-Enfield, che mantiene lo stesso eccellente sistema di otturatore ma adotta una rigatura convenzionale più resistente alla cordite, la nuova polvere senza fumo che sta rapidamente soppiantando la vecchia polvere nera in tutti gli eserciti moderni. Il Martini-Henry, pur essendo ufficialmente superato, resta in servizio presso numerosi reparti coloniali e milizie indigene in Africa e India, e i suoi esemplari sono ancora facilmente reperibili a Londra presso i rivenditori di armi usate. I calibri più comuni per i fucili del periodo vanno dal .22 per il tiro al bersaglio e la caccia ai piccoli animali fino al .303 militare britannico, al .30-30 Winchester americano, e ai calibri maggiori come il .450 Nitro Express e il .577 Black Powder Express, destinati alla caccia grossa nelle colonie — elefanti, rinoceronti, leoni e bufali del Capo nel continente africano e tigri del Bengala in India.
Una categoria particolare e affascinante è quella dei fucili ad aria compressa, armi che utilizzano una riserva d'aria pressurizzata per sparare dardi, pallini o proiettili sferici in piombo. Lungi dall'essere giocattoli, i fucili ad aria compressa del tardo Ottocento sono armi sorprendentemente potenti e potenzialmente letali: alcuni modelli militari, come il celebre Girandoni austriaco usato durante le guerre napoleoniche, erano in grado di perforare un'asse di legno a cento passi. Il loro vantaggio principale è il silenzio: lo sparo produce solo un sibilo sommesso, praticamente invisibile nel frastuono di una strada londinese affollata, e non genera il lampo di fuoco né la caratteristica nuvola di fumo bianco della polvere nera che tradiscono immediatamente la posizione del tiratore. La riserva d'aria, contenuta in una sfera o un cilindro di rame brasato posto sotto la canna o nel calcio dell'arma, consente in genere una ventina di colpi efficaci prima di dover essere ricaricata con una pompa a mano — un processo laborioso che richiede centinaia di pompate e una notevole fatica fisica, rendendo impossibile il ricaricamento sul campo. Alcuni modelli speciali, progettati per un singolo colpo di potenza massima, sono abbastanza compatti da essere nascosti all'interno di bastoni da passeggio dall'aspetto del tutto innocuo, creando un'arma a distanza praticamente invisibile e silenziosa. Negli ambienti criminali di mezza Europa circola il nome del tedesco Von Herder come fabbricante rinomato di fucili ad aria compressa di precisione destinati al mercato clandestino, capaci di uccidere silenziosamente a distanze considerevoli, ma armi simili sono prodotte anche da armaioli specializzati in diversi paesi europei, in particolare in Austria e in Germania, dove la tradizione dei Windbüchse — i fucili a vento — risale a oltre due secoli e vanta una sofisticazione tecnica notevole.
Gli shotgun — i fucili a canna liscia — esistono già in numerosi modelli a doppia canna affiancata o sovrapposta, ma nel 1895 restano armi relativamente costose e ingombranti, più comuni nelle tenute di campagna inglesi per la caccia al fagiano, alla pernice e alla lepre che nelle strade affollate della capitale. Un buon fucile da caccia a doppietta di fabbricazione inglese — Purdey, Holland & Holland, o Boss — è un oggetto di lusso artigianale che può costare decine o addirittura centinaia di ghinee, destinato esclusivamente ai gentlemen sportivi dell'upper class che possiedono tenute rurali e organizzano battute di caccia. Modelli più economici di produzione belga, francese o americana sono reperibili a prezzi sensibilmente inferiori, ma restano comunque armi impossibili da nascondere e difficili da trasportare in ambiente urbano senza attirare immediatamente l'attenzione della polizia e dei passanti. Il calibro più diffuso è il 12 gauge, che spara una rosa di pallini di piombo assolutamente devastante a breve distanza — entro i venti metri praticamente nulla può sfuggire al cono di dispersione. Il fucile a canne mozze — con le canne tagliate illegalmente a pochi pollici per facilitarne il trasporto sotto un cappotto lungo e aumentare enormemente la dispersione dei pallini — è un'arma terrificante nel mondo criminale, capace di spazzare un'intera stanza con un solo colpo, ma il suo possesso costituisce un reato grave e la sua semplice scoperta durante una perquisizione può portare a una condanna severa ai lavori forzati. I gamekeepers delle tenute di campagna utilizzano abitualmente shotgun per il controllo dei bracconieri, e non è raro che un confronto notturno tra un guardiacaccia armato e un bracconiere disperato si concluda in tragedia.
Mitragliatrici
Le mitragliatrici rappresentano la più terrificante innovazione bellica della seconda metà dell'Ottocento e stanno rivoluzionando il concetto stesso di guerra convenzionale. Le mitragliatrici più diffuse negli arsenali dell'esercito britannico e delle potenze europee sono la Gatling, la Gardner e la Nordenfelt. La Gatling, inventata dall'americano Richard Jordan Gatling nel 1861 durante la guerra civile, è un'arma imponente dotata di sei o dieci canne rotanti azionate da una manovella a mano: un servente gira la manovella con ritmo costante mentre un secondo uomo alimenta l'arma con caricatori a gravità o nastri di cartucce inseriti dall'alto. La cadenza di fuoco può raggiungere i duecento colpi al minuto, un volume di piombo spaventoso per l'epoca, ma il sistema è enormemente pesante — oltre cento chili senza contare l'affusto a ruote — e richiede un equipaggio di almeno tre o quattro uomini per il trasporto, il posizionamento e il funzionamento. La Gardner, di progettazione americana ma adottata con entusiasmo dalla Royal Navy, utilizza due canne parallele azionate anch'essa a manovella ed è particolarmente apprezzata per l'installazione sulle navi da guerra e sulle cannoniere fluviali nelle campagne coloniali. La Nordenfelt, di progettazione svedese, monta fino a dieci canne affiancate e spara azionando una leva avanti e indietro con un movimento ritmico: è adottata sia dall'esercito che dalla marina britannica per la difesa delle postazioni fortificate, dei forti coloniali e dei ponti delle navi.
La vera rivoluzione arriva però nel 1884, quando l'inventore anglo-americano Sir Hiram Stevens Maxim presenta la prima mitragliatrice completamente automatica della storia dell'umanità. La Maxim Gun sfrutta un principio ingegnoso: l'energia di rinculo generata da ogni colpo sparato viene utilizzata per espellere il bossolo vuoto, caricare automaticamente la cartuccia successiva dal nastro di alimentazione e riarmare il percussore, eliminando del tutto la necessità di qualsiasi azionamento manuale. Il risultato è una cadenza di fuoco assolutamente spaventosa: fino a seicento colpi al minuto, alimentati da un nastro di tela che contiene duecentocinquanta cartucce in calibro .303 British. Il sistema di raffreddamento ad acqua — un'intercapedine cilindrica piena d'acqua che circonda la canna — impedisce il surriscaldamento del metallo e consente il fuoco sostenuto per periodi prolungati, anche se l'acqua inizia a bollire dopo pochi minuti di fuoco continuo e deve essere rabboccata regolarmente. L'esercito britannico adotta ufficialmente la Maxim Gun nel 1891, e il suo impatto sui campi di battaglia coloniali è assolutamente devastante: nella prima guerra contro i Matabele del 1893 in Rhodesia, cinquanta soldati britannici con quattro mitragliatrici Maxim respingono un attacco di cinquemila guerrieri Ndebele, uccidendone oltre millecinquecento in pochi minuti. Per la popolazione civile della Gran Bretagna, l'accesso a queste armi è naturalmente del tutto impensabile. Le mitragliatrici sono classificate come armamenti militari pesanti e il loro possesso da parte di privati è rigorosamente proibito dalle leggi militari e dal buon senso. Possono essere teoricamente ottenute solo tramite furti audaci da arsenali militari — un'impresa quasi suicida data la sorveglianza armata costante — oppure attraverso il contrabbando internazionale da zone di conflitto, con tutti i rischi enormi e i costi astronomici che ciò comporta. Anche il loro trasporto e occultamento presentano difficoltà pratiche insormontabili: una Maxim Gun completa di treppiede, cassetta dell'acqua di raffreddamento e casse di munizioni pesa oltre cinquanta chili e richiede un carro o un carretto per essere spostata.
Esplosivi
Un cittadino comune può teoricamente avere accesso a esplosivi come la dinamite, la nitroglicerina e la polvere nera, materiali che trovano impiego legittimo nell'industria mineraria, nella costruzione di ferrovie e gallerie, e nelle grandi opere di demolizione e ingegneria civile che stanno trasformando il volto di Londra e dell'Inghilterra intera. L'Explosives Act del 1875, approvato dal Parlamento in risposta alle crescenti preoccupazioni per la sicurezza pubblica, regola rigorosamente la produzione, il trasporto, la vendita e lo stoccaggio di materiali esplosivi, richiedendo licenze specifiche per ogni fase della catena e ispezioni periodiche dei depositi autorizzati. La dinamite, inventata dal chimico svedese Alfred Nobel nel 1867 stabilizzando la pericolosissima nitroglicerina in farina fossile di diatomee, è il più diffuso e versatile degli esplosivi commerciali: si presenta in bastoncini cilindrici avvolti in carta oleata, relativamente stabili e sicuri da maneggiare se trattati con un minimo di competenza, ma capaci di una potenza distruttiva terrificante se usati in quantità adeguate e innescati con un detonatore al fulminato di mercurio. La nitroglicerina pura, un liquido oleoso e incolore dalla dolcezza ingannevole, è infinitamente più pericolosa: può esplodere per un semplice urto, un cambio brusco di temperatura, una vibrazione imprevista o persino per esposizione alla luce solare diretta, e il suo trasporto è un'impresa che può terminare in modo catastrofico al minimo errore di chi la maneggia. La polvere nera — una miscela di salnitro, carbone e zolfo nota sin dal Medioevo e utilizzata per secoli come unico esplosivo disponibile — resta relativamente facile da reperire e meno soggetta a regolamentazione rispetto alla dinamite, ma la sua potenza è molto inferiore e il suo uso come esplosivo da demolizione o come arma richiede quantità sensibilmente maggiori.
In pratica, ogni tentativo di acquistare esplosivi senza una copertura professionale credibile attira immediatamente attenzioni indesiderate da parte delle autorità. Negli ultimi due decenni del secolo, Londra è stata scossa da una serie terrificante di attentati dinamitardi che hanno profondamente segnato l'opinione pubblica e trasformato radicalmente il modo in cui le autorità affrontano la minaccia terroristica. La campagna dinamitarda dei Feniani — i nazionalisti irlandesi radicali che lottano per l'indipendenza dell'Irlanda dalla Corona — tra il 1881 e il 1885 colpisce alcuni dei simboli più importanti del potere britannico: nel 1884 un'esplosione devasta la stazione stessa di Scotland Yard in un attacco di straordinaria audacia, un altro ordigno esplode alla Camera dei Comuni nel cuore di Westminster, e ulteriori attentati vengono perpetrati alla Torre di Londra, alla stazione ferroviaria di Victoria, al London Bridge e in diverse stazioni della metropolitana. In risposta a questa campagna senza precedenti, Scotland Yard istituisce la Special Irish Branch — che diventerà in seguito semplicemente Special Branch — una divisione segreta dedicata al controspionaggio e alla lotta contro il terrorismo, i cui agenti in borghese infiltrano le organizzazioni feniane, monitorano i porti e le dogane, e sorvegliano attentamente ogni acquisto sospetto di materiali chimici ed esplosivi. Nel 1894, l'attentato anarchico al Royal Observatory di Greenwich — in cui l'attentatore francese Martial Bourdin rimane ucciso dalla detonazione prematura del suo stesso ordigno sulla collina dell'osservatorio — ricorda drammaticamente al pubblico che la minaccia non proviene solo dall'Irlanda ma anche dal movimento anarchico internazionale che scuote l'Europa intera con attentati a Parigi, Barcellona e Roma. Per tutti questi motivi, nel 1895, procurarsi esplosivi a Londra senza una copertura credibile è un'impresa estremamente rischiosa e quasi certamente destinata al fallimento: i fornitori legittimi di dinamite e polvere nera sono sorvegliati dalla Special Branch, gli informatori della polizia sono infiltrati in ogni ambiente sospetto dall'East End ai docks, e il semplice fatto di porre domande sugli esplosivi nel pub sbagliato può portare a un arresto nel giro di poche ore e a un'accusa di cospirazione che comporta anni di lavori forzati.
